Encanto: Recensione senza e con spoiler

di Martina Da Ros

Senza spoiler:
Encanto è il 60esimo lungometraggio Disney ed è ambientato in Colombia.
Lo dico subito: a differenza di quanto si possa pensare, la regia non è colombiana, bensì statunitense (che sorpresa) e il creatore della colonna sonora, Lin-Manuel Miranda, è di origini portoricane e messicane, mentre la co-regista e sceneggiatrice Charise Castro Smith è di ascendenza cubana.
E allora, direte voi, cosa c’entra la Colombia?
Tutto. Non solo il film è ambientato nello stato sudamericano, ma ci sono riferimenti culturali non da poco. Ma procediamo con ordine: 

La Trama 
Pedro e Alma Madrigal sono costrett* a fuggire dal proprio villaggio insieme a* tre figli neonat* e la comunità con cui vivevano. L’uomo, per salvare la propria famiglia e * compaesan*, si sacrifica e la sua morte viene ripagata con un dono magico; la candela che la famiglia stava usando per illuminare il cammino si anima a tal punto da innalzare le montagne e creare così una barriera per proteggere il nuovo paese e regala ad Alma e alla sua prole una casa magica. I* figl* di Alma, così come i* nipot* che verranno dopo, riceveranno un potere magico; chi controlla il meteo, chi prevede il futuro, chi cura la salute solo con il cibo e via così. L’eccezione sarà la nipote Maribel, l’unica Madrigal a non possedere alcun talento (e unica eroina Disney con gli occhiali, quindi per noi comunque vince già in partenza). Poi più di così non diciamo perché, caro pubblico, non vogliamo rovinarvi la sorpresa ma sappiate che prima del lungometraggio, come ormai è consuetudine, viene proiettato un corto dal titolo “Far from the tree”. Come al solito non ci sono dialoghi ma viene voglia di piangere per quel mix di tenerezza e tristezza che solo i corti della Disney fanno provare. 

Riferimenti culturali (sempre senza spoiler)
Abbiamo detto che Pedro e Alma sono costrett* a fuggire dal proprio villaggio. Perchè?
Ovvio che la Disney non ce lo dice, ma diverse interpretazioni, soprattutto europee, parlano di colonizzatori che, lo sappiamo, non sono stati proprio dei gentiluomini. 

Guardando recensioni di youtuber colombian* però le opinioni cambiano: secondo la maggior parte di loro non è infatti un riferimento ai colonizzatori, bensì al desplazamiento forzado. Se non sapete di cosa si stia parlando è perché purtroppo non ci viene insegnato a scuola, ma si tratta di un fenomeno di immigrazione forzata di massa che ha coinvolto (e continua a coinvolgere) 7.7 milioni di persone, appartenenti soprattutto alle etnie indigene, afro-colombiane e ai contesti rurali e contadini

Le motivazioni sono state varie e partono dal diciannovesimo secolo ma la causa è sempre indicata in modo generico come “guerriglia interna”.
Secondo alcuni youtuber o utent* colombian*, il riferimento di Encanto, che parrebbe ambientato nel XX secolo, è alle sette guerre civili che si sono combattute dopo l’indipendenza del paese. La più lunga tra queste, non a caso, è chiamata “Guerra de los Mil Días” e si combatté tra il 17 ottobre 1899 e il 21 novembre 1902.
La fase più recente del desplazamiento forzado riguarda i conflitti generati dal narcotraffico a partire dagli anni Ottanta del Novecento. Le persone costrette a fuggire, dopo aver perso tutto e aver assistito, nella maggior parte dei casi, ad almeno un omicidio o un massacro nella propria comunità, cercano di stabilirsi nelle città più grandi (Bogotà, Medellín, Cali, Cartagena de Las Indias, Barranquilla). Il problema però non migliora: questi individui, provenienti soprattutto da un contesto agricolo e con un livello di istruzione più basso della media, non riescono a inserirsi nel mercato del lavoro e vivono in contesti emarginati e poveri. 

Vi lasciamo un TedxTalks che analizza il fenomeno in lingua castigliana. 

La Biodiversità (ancora, niente spoiler):
Nel paesaggio di Encanto, il paese dove si sono stabiliti i Madrigal, si può notare l’onnipresente Palma de Cera, albero nazionale colombiano e tipico delle zone umide del paese, così come i Platanos e i Cafetales, altri arbusti e piante tipiche. La casa stessa dei Madrigal è ispirata alle case tipiche delle coltivazioni di caffé ma i balconi, pieni di fiori colorati, sono caratteristici della città costiera di Cartagena. Tra la vegetazione compaiono anche la Bouganville e il Croton in vaso, riconoscibile nelle scene in cui Maribel e un altro personaggio si nascondono dietro alla ringhiera del terrazzino interno della casa, decorato proprio con queste piante. Anche gli animali rappresentati sono tutti tipici della Colombia. Si può notare l’attenzione ai dettagli nella rappresentazione degli asini che, nonostante nella versione italiana sono chiamati proprio così, asini, sono in realtà dei muli, animali tipici utilizzati nelle zone montuose per il trasporto di merci e persone. 

Il paesaggio (zero spoiler, solo cultura): 
Il ponte di Encanto, nonostante si veda solo per pochi secondi, è un riferimento al Puente de  Boyacá, monumento nazionale che commemora l’indipendenza del paese, avvenuta il 7 agosto 1819. Il ponte si trova sulle Ande colombiane, lungo la Panamericana, nel comune di Ventaquemada e commemora proprio la batalla de Boyacá, con la quale la Colombia divenne indipendente.

L’abbigliamento (no spoiler):
L’abbigliamento di Maribel è un mix di riferimenti alle culture indigene colombiane, a partire dalle scarpe, passando per la borsa fino al vestito stesso. Anche gli altri personaggi sfoggiano dettagli tipici di diverse etnie e tradizioni che hanno contribuito alla cultura colombiana. 

Il cibo (Niente spoilerrrr):
L’attenzione per i dettagli è fondamentale anche quando si tratta di cibo. Nonostante ci sia una sorta di faida culturale tra Venezuela e Colombia per la creazione delle Arepas, la Colombia vanta una quantità incredibile di tipi di preparazione e ingredienti.
Non mancano riferimenti perfino alla yucca, un tubero poco noto in Italia ma che rappresenta un condimento tipico nelle pietanze colombiane.

La scelta di inserire le Arepas ha riacceso la diatriba tra Colombia e Venezuela sulle origini della pietanza.

La musica (ancora salv* dagli spoiler):
I riferimenti musicali sono soprattutto nella salsa e nel vallenato, tipici di due zone geografiche distinte della Colombia. Lin-Manuel Miranda sostiene di aver cercato di unire i ritmi tipici della Colombia al pop latino di Shakira nella canzone cantata da Isabel.
La stessa Shakira, quando si è esibita al Super Bowl del 2020, ha sfoggiato una serie di elementi musicali e ritmici colombiani tra cui la Champeta, proprio perché l’eterogenea composizione etnica del paese ha permesso lo sviluppo di una musicalità, allegata di danze, ormai tipiche e riconoscibili solo nel contesto colombiano.
La canzone Dos Oruguitas, cantata da Sebastián Yatra, è una ballata colombiana suonata con strumenti musicali tipici (tipo una particolare chitarra a quattro corde). Nella versione italiana è cantata da Alvaro Soler, ma noi vi proponiamo quella in castigliano:

Le etnie (spoiler free):
La Colombia si presta molto bene all’inclusività, proprio per la sua peculiare composizione etnica. Nel film compaiono parecchi tratti somatici, colori della pelle e di capelli, proprio per rappresentare senza forzature un paese ricco di diversità.

Il realismo magico:
Basta dire Gabriel García Márquez.

Ora che, grazie soprattutto al video che citeremo qui sotto, abbiamo scoperto parecchio sulla Colombia, ecco che arrivano GLI SPOILER: 

Se avete visto il film, lo sapete già. Maribel è l’unica Madrigal senza un apparente talento. Perché diciamo “apparente”?
Perché in realtà un talento parrebbe averlo, ossia quello di custodire la magia e trasmetterla alle future generazioni. Lo si nota soprattutto nella scena in cui aiuta Antonio a superare la paura e scoprire il proprio talento. Se prima era abuela l’incaricata di trasmettere il dono della magia, come sappiamo, la donna si è concentrata troppo sulla pretesa di perfezione portando all’infelicità la propria progenie, mentre Mirabel sembra l’incaricata di riportare sulla retta via l’utilizzo della magia (fa anche rima).
Ci sono altri dettagli che indicano ciò: il fatto che Maribel sia l’unica a intrattenere conversazioni con la casa e il dettaglio delle farfalle. Di cosa si tratta?
Nella scena in cui Pedro e Alma si conoscono, si vede una farfalla gialla sbrilluccicosa che vola tra di loro.
Il dettaglio della farfalla è ripreso sulla cintura di Abuela (Alma) e sul vestito di Maribel. Sono gli unici due personaggi a sfoggiare una farfalla nel proprio vestiario, un motivo ci sarà, no? 

Vi consigliamo anche questo video che spiega bene una teoria sui poteri di Maribel:

Conclusioni:
Una nota negativa, ahimé, compare anche in questo film; la Chiesa Cattolica. Certo, la Colombia è un paese soprattutto cattolico, sebbene ricordiamo che sia molto laico in diverse prese di posizione politiche. Solo poco tempo fa, infatti, a Bogotà è stata creata la “linea anti-macho” da Claudia López, sindaca della città, prima donna e omosessuale alla guida della capitale, per prevenire le violenze di genere e dalle statistiche emerge che questa tattica funziona.
In Colombia sono anche  legali i matrimoni fra persone delle stesso sesso dal 2016 ma allora perché è stato necessario inserire un sacerdote nella pellicola disneyana?
Religione a parte, la trama funziona, è originale, simpatica e buffa. Non ci sono purtroppo canzoni memorabili alla pari del tormentone “Let it go” di qualche anno fa, ma nel complesso è un film gradevole.
Una riflessione però sorge spontanea; nel lungometraggio Luca, per chi l’ha visto, tuona spesso la frase “Silenzio Bruno!”, pronunciata dai protagonisti per bloccare le proprie paure. In Encanto, invece, la canzone “Non si nomina Bruno” spiega perché il membro della famiglia, Bruno, sia stato allontanato. Che periodo difficile per coloro che si chiamano Bruno e guardano i film Disney. 


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