«Ancora (e ancora) dalla parte delle bambine»

di Martina Da Ros e Rachele Nuti

«Dalla Parte delle Bambine» di Elena Gianini Belotti, uscito nel 1973, è un saggio fondamentale per la formazione femminista: ci dimostra che le caratteristiche riconosciute dalla società come “maschili” e “femminili” sono in realtà dei costrutti della società stessa, non doti innate. Lo sappiamo, vero? Certo, ma intanto alcune riflessioni continuano a essere attuali, come l’attenzione morbosa rivolta all’alimentazione femminile. Deve essere ridotta, contenuta, “salutare” e pulita, aggettivo, quest’ultimo, che ben si adatta alla figura femminile in generale, che deve essere delicata, fragile e ordinata, una sorta di angioletto magro che si aggira per il focolare.

Trentaquattro anni dopo, Loredana Lipperini scrive «Ancora dalla parte della bambine». Con questo passaggio di testimone diviene evidente che, purtroppo, il processo di crescita delle donne è ancora culturalmente condizionato da stereotipi. Dopo tutto questo tempo le principali questioni che ruotano attorno alle donne non sembrano essere molto migliorate, anzi. A partire dagli anni Novanta, sembra quasi che vi sia un’inversione di rotta dai movimenti femministi degli anni Settanta e che si stia andando sempre più verso una re-genederization, ovvero un ritorno ai generi: iperfemmine e supermaschi.

Ovviamente l’ambito su cui primariamente viene educata una donna è sempre quello: l’aspetto fisico. Assistiamo, in questi anni, allo spopolare di Veline, Letterine, Paperine… figurine di accompagnamento, messe accanto a un uomo con il solo obiettivo di ornamento. Al contempo, però, emerge che molte di queste ragazze in realtà sono laureate, hanno una brillante carriera accademica alle spalle fatta di sacrifici, eppure accettano di fare da scenografia. Ma perché? Sicuramente a causa del contesto sociale in cui sono cresciute: a partire dai loro cartoni animati e giochi preferiti (il mito delle Winx va distrutto, ci dispiace!), per passare ai personaggi dei videogame, ai consigli sulle riviste (sì, facciamo sparire tutte le vecchie copie di Cioè), ai programmi televisivi, alle star di riferimento. Tutto parla di corpi magri, perfetti, che devono sempre essere esibiti e che devono parlare al posto loro. Non è un caso se gran parte delle ragazze nate e cresciute in quegli anni, in un momento della propria vita, si sono trovate a fare a cazzotti con il proprio corpo, ad avere difficoltà ad accettarlo.

Fa capolino, poi, in questo testo il grande tema della rete Internet, nei suoi primi anni di sviluppo. In questo preciso momento storico spopolano i blog, ovvero luoghi in cui chiunque si arroga il diritto di dire e dare consigli, senza rendersi conto di quanto potenzialmente questi siano pericolosi. Sono gli anni in cui nascono i primi blog pro-Ana, in cui ragazze si scambiano tips su come fare a saltare pasti e non farsi scoprire, quanto camminare, cosa mangiare, cosa non mangiare. Lipperini conclude il suo libro con questo piccolo “assaggio” sul mondo di Internet. Piccolo, perché ancora nessuno poteva aspettarsi il boom dei social network.

Ecco, se dovessimo scrivere un «Dalla parte delle bambine 3» i grandi protagonisti sarebbero proprio loro – i social – che hanno amplificato tutte le narrazioni sbagliate della televisione, trasportandole su un altro mezzo in cui tutti sono al contempo consumatori e produttori. La questione dell’immaginario femminile torna prepotentemente attraverso corpi perfetti che non appartengono più ai personaggi televisivi, ma alle persone comuni, innescando così un circolo vizioso: «perché non sono come lei – farò di tutto per diventare così».

Tuttavia, non possiamo non essere positive se vediamo che, in questi ultimi anni, i social stessi si stanno rivelando strumenti utili a diffondere un messaggio contrario alla discriminazione sistemica dei corpi grassi e non conformi e alla normalizzazione di dettagli naturali spesso omessi o modificati dalla divulgazione pubblicitaria. Chissà, forse questa volta stiamo veramente combattendo dalla parte delle future bambine.   


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